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Black Humor: si può fare o è meglio evitare?

L’espressione umorismo nero (in inglese black humor) si riferisce a un sottogenere di satira che tratta di eventi o argomenti generalmente considerati molto seri o addirittura tabù, come la guerra, la morte, la violenza, la religione, la malattia (e quindi la disabilità), la sessualità, la diversità culturale, l’omicidio e così via.

Sebbene l’umorismo nero possa essere fine a sé stesso, e avere l’unico scopo di causare l’ilarità attraverso la violazione di regole non scritte di buon gusto, è stato anche usato in letteratura e in altri campi con l’intento di spingere l’ascoltatore a ragionare in modo serio su temi difficili è quel genere di satira che ironizza temi che di solito sono vissuti come tabù, quel genere di argomenti a cui abitualmente ci avviciniamo con dovuta cautela e con solenne rispetto. Rientrano in questi argomenti la morte, lo stupro, malattie mortali (cancro o AIDS) o permanenti (quali l’autismo, la sindrome di Down e i vari handicap psicomotori), gli omicidi e tutte quelle cose di cui quando ne parliamo teniamo la testa bassa e la voce fioca.

L’umorismo nero si differenzia dalla semplice oscenità in quanto è più sottile e non ha necessariamente l’intenzione esplicita di offendere delle persone.

Molti programmi televisivi anche per ragazzi hanno questo umorismo, come i Simpson e I Griffin, che ironizzano su certi aspetti della società moderna con un ironia sottile.

Una ricerca della  Medical University di Vienna  rivela un collegamento tra il “sense of humor” e l’intelligenza. Nello specifico, le differenze tra chi ama l’humor nero e chi no dipenderebbero non tanto dall’età o dal sesso, quanto più dal livello educativo: la comicità legata a tematiche come la morte, la religione o le guerre è positivamente associata ad un alto quoziente intellettivo e ad un elevato livello di educazione. Al contrario, invece, l’instabilità emotiva, i disturbi psichici, un temperamento bellicoso e uno stato d’animo più negativo, sembrano tratti caratterizzanti di chi trova divertenti le solite (e sciatte) battute su sesso e carabinieri.

Ho chiesto aiuto a ragazzi della nostra stessa fascia d’età (15-19) che mi hanno dato le loro opinioni riguardo a quest’argomento:

GI intervistati hanno dovuto rispondere alle seguenti domande:

  •  Che cosa ne pensi del black humor?
  • “Il black humor può essere fatto?”
  •  Ritieni che ci siano argomenti da evitare?
  • Cosa lo differenzia dall’ironia?

Ragazzo di 18 anni, favorevole:

“Secondo meil Black Humor si, può essere fatto, però dipende dalle circostanze e dalla situazione e se non da fastidio a nessuno. Il black humor è un tipo di ironia che a mio parere è molto divertente ma che potrebbe non essere apprezzato da tutti , non è un discorso di intelligenza, ma bensì un discorso che si basa sulla sensibilità, se ad una persona da fastidio la musica alta e io metto la musica alta e ovvio che gli sto dando fastidio, non è proprio la migliore delle scelte.

Lo stesso si dicasi del Black Humor, se io faccio una battuta molto spinta e qualcuno è molto sensibile, su quel argomento molto non l’apprezzerebbe.

Io penso che se la circostanza lo permette fare Black Humor non ha niente di anti-etico. Dal mio punto di vista non ci sono argomenti da evitare, perché il black humor non ha dogmi, ognuno può dire tutto ciò che vuole, senza il rischio di essere giudicato. Ma come sempre dipende dalla circostanza.

Non ci sono tragedie di minore importanza, si parla di dolore che non è matematicizzato, io credo che il black humor sia un Humor si scorretto, ma assolutamente etico, non è sbagliato farlo se non urta volontariamente l’etica delle persone con cui stai parlando.

Il black humor è mal visto dalla società a mio parere perché esce dall’idea del mondo, si ritiene che se uno fa black humor non ha sensibilità, mentre invece chi fa black humor, dal mio punto di vista è una persona  molto sensibile e il suo cercare di scherzarci sopra è un modo per superare quel trauma. “

Ragazza di 15 anni, neutrale:

“Dipende dal tipo di black humor…alcune battute sono carine e ci ridi anche sopra, altre superano il limite, ci sono  temi come quello dell’Olocausto e quelli con tendenze razziste che dovrebbero essere debellati dalla faccia della Terra.
La sua più grande differenza con l’ironia…il modo in cui si parla degli argomenti (e di solito quando faccio dell’ironia non ha come tema principale un argomento che normalmente si usa per il black humor)”

Ragazza di 16 anni, contraria:

“Io non trovo nulla di divertente nel fare battute su certi argomenti. Le Battute sulle persone omosessuali, su stragi, sulla religione e altre cose. Mi da fastidio perché, prendendo ad esempio le “battute” sui gay, vengono fatte magari da persone omofobe che si nascondono dietro il Black humor, quando in realtà stanno seriamente insultando.”

Ragazza di 15 anni, neutrale:

” Io accetto tutti i tipi di battute, perché ritengo che sono solo battute e non si dovrebbero prendere sul serio, poi però quando uno esagera non va più tanto bene: come tutto del resto, il troppo stroppia.”

Ragazzo di 15 anni, favorevole:

“Partendo con il presupposto che  io non intendo assolutamente cadere nel gruppo di quelli che usano il black Humor come mezzi di offesa (anche perché, per essere precisi, a quel punto non è più black humor ma direttamente offese, calunnie ecc.)

Personalmente intendo il black Humor come una branca della comicità un po’ più criticata a causa della difficoltà di comprensione degli argomenti: indiscutibilmente c’è una sottile differenza tra humor di questo genere e offese vere e proprie ma se si riesce a stare attenti alla differenza il risultato comunque non è fallimentare.

Capisco chi lo critica ma ritengo che se si riesce a circoscrivere  la battuta e si riesce a non offendere nessuno sono a favore del black humor, perché riesce a trovare una sorta di (controversa) comicità, quasi da diventare satira o appunto ironia, ache se non  credo di essere informato abbastanza per comprendere o spiegare la differenza così su due piedi, dal mio punto di vista credo si tratti di sfumature di significato sugli argomenti trattati.

Io sono di natura “autoironica” ovvero che di natura tende a non offendersi e mettersi dalla parte di chi fa la battuta, senza colpevolizzare o vittimizzarsi. Bisogna comunque stare attenti al proprio interlocutore e al modo in cui é solito approcciarsi a certi generi di battute, capire dal suo punto vista, mettersi nei sui panni.”

Ragazza di 18 annui neutrale: 

“Secondo me ci sta, se usato “correttamente”, cioè non se fa un uso improprio, è fatto comunque per divertire e sta alla persona avere il buon senso di quando fare la battuta.”

Ragazza di 18 anni, favorevole:

“Io penso che il black humor possa essere fatto e spesso mi fa anche molto ridere, però ci sono alcuni argomenti che ritengo dovrebbero essere evitati o comunque trattati con “delicatezza”; per esempio argomenti che “fomentano” l’ignoranza, il razzismo e l’odio in generale. Credo dovrebbero essere evitati perché magari la persona che lo legge ci ride su, ma poi nella vita quotidiana ha davvero gli stessi pensieri “di odio” e questo è sbagliato.
Sicuramente è diverso dall’ironia perché l’ironia può essere utilizzata su qualsiasi argomento e non necessariamente su eventi molto seri (come la guerra, la morte, la violenza, ecc) di cui invece si occupa il black humor. C’è da dire però che molto spesso il black humor contiene elementi di ironia.”

ragazza di 17 anni favorevole:

“Personalmente ritengo che può esser fatto con discrezione, senza offendere gli altri, quindi nel pieno del rispetto.
Magari si potrebbero evitare battute che potrebbero essere prese come volgarità o come sessiste. .”

Su Instagram, sulle riviste troviamo spesso vignette che ci possono strappare un sorriso anche se ironico o forzato, dal mio punto di vista il black humor si può fare con le persone giuste, in un certo momento, non sempre e bisogna possedere un certo senso critico per farlo, altrimenti se fai una battuta che è solo irrsipettosa e non fa ridere e non è adatta al momento ti dico solo:

Umorismo nero: lo stai facendo male.

Published inANGOLO DI...SATIRA

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