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“Fa troppo freddo per morire”

Questo poliziesco racconta la vita di Contrera, un ex poliziotto quarantenne ed ora investigatore privato, cacciato dalla centrale per una brutta storia di droga.

Ci troviamo a Torino, in un gelido gennaio, precisamente in una lavanderia a gettoni di corso Giulio, nella parte più periferica della città: Barriera di Milano. Mohamed è il proprietario della lavanderia, ormai diventato l’ufficio privato del protagonista, in cui accoglie i suoi clienti. Con la sua Panda Yung, Contrera vaga senza una meta nelle strade di Torino. L’unico posto in cui però si sente a suo agio è nella lavanderia, accanto al suo mini frigobar pieno di bottiglie di Corona.

Detestato dalla ex moglie e completamente ignorato dalla figlia, ma amato dalla sorella e dai nipoti, vive una vita serena e solitaria. Almeno fino a quando Mohamed gli chiede di aiutare suo nipote Dess ad uscire da un brutto giro di ragazzi albanesi a cui deve molti soldi. Contrera, sapendo della quantità di debiti da restituire, esita e decide di non aiutare il suo amico, ma dopo numerose richieste di aiuto cambia idea e accetta.

Da qual momento iniziano molte disavventure per il protagonista: bar poco raccomandati, incontri e discussioni pericolose, numerose minacce verso Dess e verso lui stesso, fino ad arrivare ad un omicidio in un locale a luci rosse. Quando Contrera però si rende conto del pasticcio in cui si è cacciato e cerca di uscirne, è ormai troppo tardi. Decide così di indagare e trovare l’assassino tra i molti sospettati nel locale.

COMMENTO:

Questo libro mi è piaciuto molto. Non sono un’amante dei libri, ma tra tutti, i miei preferiti sono i thriller e polizieschi, proprio come questo. La trama è interessante, coinvolgente e in alcuni parti anche ironica e divertente. Mi ha interessato soprattutto il protagonista e i suoi comportamenti, la vita di Contrera infatti va a rotoli ma nonostante tutto lui va avanti .Ho trovato azzeccato il fatto che avesse brutti rapporti con la sua ex moglie e con la figlia e che avesse perso il lavoro per motivi legati alla droga; questi particolari hanno reso la storia più avvincente. Consiglierei questo libro a tutti ma, ovviamente, soprattuto agli amanti dei thriller e dei polizieschi.

Published inRECENSIONI

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