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Il coronavirus sarà mortale?

Il 2020 è cominciato da solo un mese ma ha già lasciato il segno, tra gli incendi in Australia e l’assassinio di Soulemani da parte degli Americani pensavamo che almeno per il mese di gennaio le catastrofi fossero finite. Probabilmente, però, ci sbagliavamo.

Sono infatti alcuni giorni che girano notizie riguardo il “coronavirus” e le sue evoluzioni, ma sarà il caso di preoccuparsi?

Cos’è il coronavirus?

Questo virus fa parte delle famiglia “coronaviridae”, la stessa famiglia del virus che nel 2002-2003 ha provocato numerosi morti in Medio Oriente (SARS= sindrome respiratoria acuta grave). I primi sospetti risalgono al 31 dicembre 2019 a Wuhan, un capoluogo nella Cina centrale. Per quanto riguarda i sintomi che il virus comporta troviamo: febbre, tosse secca, difficoltà respiratorie che, nel peggiore dei casi, possono condurre alla morte. Sull’origine ancora non si ha certezza, ma probabilmente deriva dagli animali venduti nel mercato di pesce di Wuhan e dei pipistrelli che hanno agevolato la trasmissione del virus.

Perché proprio in Cina?

A questa domanda il professore Woolhouse rispose che i principali motivi sono la grandezza e la densità della popolazione, ma anche il loro contatto molto stretto con gli animali è alla base della diffusione del virus.

Come individuare un infetto?

È stato da poco scoperto che il tempo tra l’infezione e l’apparizione dei sintomi varia dai 10 ai 14 giorni (periodo di incubazione), ma durante questo periodo la persona infetta può comunque trasmettere la malattia, il che la rende molto pericolosa rispetto ad altre perché una persona inconsciamente infetta può contagiare molte persone senza nemmeno rendersene conto.

Dove si sta espandendo?

Sono stati ritrovati casi di infetti non solo in Cina, ma in molti altri paesi. Il primo caso di infezione tra uomini al di fuori della Cina è stato rilevato in Vietnam, ma in questo momento sono stati individuati altri casi negli Stati Uniti, in Australia, in Nepal, a Singapore, nella Corea del sud, ma anche in Europa: in Francia (1 caso a Parigi e 2 a Bordeaux), in Germania e si stanno facendo accertamenti in Italia. Ora come ora la situazione è abbastanza controllabile, ma bisogna prendere delle precauzioni per fermare la sua espansione.

Esiste una cura?

Se da una parte il virus sta avanzando, anche gli scienziati stanno proseguendo con gli studi per trovare una cura di cui al momento non disponiamo. Un tentativo è stato ideato dal biologo Rolf Hilgenfend, che ha cominciato a cercare una cura dallo scoppio della SARS del 2003 ed è riuscito a creare 2 composti che potrebbero avvicinarsi ad una possibile cura, tuttavia sono stati testati sui topi e non sugli umani, quindi non si è sicuri della loro efficacia, dato che i recettori umani sono diversi da quelli dei topi.

Tutto quello che noi possiamo fare è prevenire la diffusione del virus, ad esempio:

  1. Lavandosi le mani molto spesso;
  2. Evitando i contatti con persone potenzialmente infette;
  3. Evitare alimenti che potrebbero essere a rischio come carne cruda, frutta e verdura poco lavata o bevande non imbottigliate.
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