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Maurizio Costanzo: Tra il successo e le ombre

Il 24 febbraio 2023, a seguito di alcune complicazioni durate un intervento chirurgico, si spegne Maurizio Costanzo uno degli uomini più poliedrici e innovativi ma anche controversi della televisione italiana.

Il “dottore” soprannome affibbiato al conduttore romano classe ’38, è il creatore e conduttore del più celebre e longevo talk show italiano cioè il “Maurizo Costanzo Show” che portò ai riflettori molte personalità che oggi consideriamo cardine della televisione e della letteratura italiana ad esempio il critico d’arte ed estimatore ovino Vittorio Sgarbi e lo scrittore Andrea Camilleri noto per il personaggio del commissario Montalbano.

Altra nota di merito per “l’uomo senza collo” è il suo impegno contro la mafia che lo porterà a subire il 14 maggio 1993 un attentato che grazie ad una fortuita coincidenza dovuta sia ad un cambio di macchina, sia alla presenza di un muretto di una scuola che bloccò in parte l’esplosione, non provocherà vittime ma “solo” il ferimento lieve degli autisti.

Dopo l’attentato Costanzo sarà messo sotto scorta prima con 5 e poi con 2 uomini.

Nel 2019, la Procura Toscana rende nota l’ipotesi di un diretto coinvolgimento di Silvio Berlusconi come mandante dell’attentato, questa però si rivelerà infruttuosa e l’ex premier verrà ampiamente scagionato.

Maurizio Costanzo e Silvio Berlusconi in atteggiamenti amichevoli

Fin qui, questo articolo su Costanzo, è solo uno dei tanti elogi all’italiana che vengono fatti quando muore un personaggio famoso, ma voglio portare alla luce una macchia dietro il suo nome, che molto spesso viene dimenticata.

cioè il suo coinvolgimento nella loggia P2 in qualità di “maestro”.

Non mi dilungherò a parlarne poiché, lui stesso più volte ha dato spiegazioni in merito, soprattutto in un’intervista rilasciata a Giampaolo Pansa, giornalista e scrittore.

Comunque se volete approfondire l’argomento Loggia P2 su questo giornale potete trovare l’articolo fatto da Lorenzo Guerrieri dal titolo “Pulizie di Primavera- La P2 e la primavera dell’81”

simbolo della loggia P2

Per concludere, io credo che la morte di Costanzo rappresenti per la televisione italiana una grave perdita.

Assieme ad latri pilastri che in questi anni, sia nel bene che nel male, ci hanno lasciato per ragioni anagrafiche ha creato nello spettacolo, nel costume e nella cultura un vuoto difficilmente colmabile.

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